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La provincia di Viterbo, corrisponde storicamente all\'antica "legazione Pontificia" e viene anche comunemente chiamata Tuscia.
Il suo territorio si estende per 3.612 Kmq confinando con le provincie di Terni, Rieti, e Roma, di cui buona parte del confine è segnato dal corso del fiume Tevere. a Nord troviamo il confine con le provincie toscane di Siena e Grosseto. Ad Ovest la provincia si affaccia al mare (Tirreno) con una costa di 37 Km.
Il territorio per la maggior parte ha una conformazione collinare e comprende l'Antiappennino Laziale, il lembo settentrionale della Maremma Laziale, il versante Occidentale della Valle del Tevere ed i monti vulcanici dei Volsini e dei Cimini i quali ospitano rispettivamente il Lago di Bolsena ed il lago di Vico.
La varietà del territorio (pianura, montagna e collina) fa della Tuscia una provincia molto interessante dal punto di vista turistico. Basta spostarsi di pochi chilometri per poter passare dal clima montano caratterizzato dai 1053 mt del complesso dei Monti Cimini, dove è possibile fare stupende passeggiate in mezzo a boschi di querce, castagni e cerri, a quello marittimo delle località balneari di Montalto e Tarquinia, facendo tappa sulle coste di uno dei due splendidi laghi vulcanici per una sosta gastronomico-culturale presso uno dei tanti ristoranti che si affacciano sulle sponde.
La gastronomia tradizionale è uno degli ingredienti principali di questa ricetta, caratterizzata dalla conduzione familiare e "casereccia" della maggior parte dei ristoranti e trattorie che difficilmente acquistano materiale surgelato e addirittura in molti casi producono i prodotti che andranno a finire sulle tavole.
Essa viene definita "mediterranea" e "povera" vista la componente contadina. Si comincia con antipasti di bruschette di tutti i tipi, ai funghi, tartufi, olive ecc., frittelle e salumi stagionati o freschi. Per passare a zuppe come l'Acquacotta (zuppa di verdure solitamente: cicoria, patate, pomodori, cipolla e l'aggiunta di uova), la Sbroscia (tipica zuppa di pesce del Lago di Bolsena), la Pezzata (zuppa di carne di pecora) e la Scafata (zuppa di fave fresche).
Primi Piatti come le Fettuccine (pasta all'uovo fatta a mano) in tutte le salse, i Lombrichelli (pasta di farina ed acqua), Ceciliani di Canepina, Pappardelle alla Lepre o al Cinghiale, e gnocchi. Paste con tutti i tipi di legumi, da ricordare pasta e ceci, pasta e fagioli e minestre sempre a base di legumi.
Secondi Piatti: Agnello Maiale e Carni Bovine Maremmane cucinati arrosto, alla brace o in umido. Selvaggina in montagna e fritture o grigliate di pesce al mare o sulle rive dei laghi. Formaggi semplici ma gustosi come il pecorino (ottimo con le fave fresche), la caciotta e la ricotta.
Dolci a profusione, a base di castagne e nocciole nella zona montana, dolci tipici come i ravioli dolci, le pizze di pasqua, i tozzetti, la pasta dolce di natale, frittele dolci con le mele o pinoli ecc.
In questa cucina tipica ovviamente non può mancare il vino locale. I numerosi vigneti danno la nascita a vini eccezzionali come i bianchi di Montefiascone identificati con il nome Est! Est!! Est!!!, i rossi di gradoli (Aleatico) oppura la dolce Cannaiola di Marta.
Dal punto di vista storico la Tuscia è dopo Roma la zona del Lazio di più alto interesse, in essa infatti troviamo tracce di civiltà preistoriche sopratutto intorno alla zona del Lago di Bolsena con ritrovamenti di antichi villaggi su palafitte e piroghe. La tuscia viene anche inglobata dalla regione denominata "Etruria" terra degli etruschi e corrispondente all'attuale provincia di Grosseto.
Infatti nella parte maremmana della provincia troviamo necropoli (luoghi di sepoltura) sopratutto a Tarquinia, Norchia, Cerveteri, Vulci e Castel d'Asso. Anche nella zona interna a pochi chilometri dal Lago di Bolsena troviamo i resti di vaste necropoli come quella nel territorio del comune di Grotte di Castro e numerosi insediamenti come quello arcaico della località Acquarossa risalente al VIII - V Sec. A.C.
Del periodo romano rimangono lo splendido teatro di Ferento, i lunghi spezzoni delle strade consolari Aurelia e Cassia gli impianti Termali nelle località del Bagnaccio vicino Viterbo e quelli di Tarquinia.
La Tuscia oltre ad essere la patria degli Etruschi come affermato anche dal poeta Vincenzo Cardarelli nativo di Tarquinia, è uno scrigno di arte dell'alto MedioEvo e del Settecento. Viterbo ad esempio è anche chiamata citta dei papi, all'interno dello splendido Palazzo dei Papi, dal 1268 al 1271 si svolse il primo conclave della storia. La città con le sue innumerovoli fontane, palazzi e quartieri storici come quello medievale di San Pellegrino è una delle più belle di tutta l'Italia centrale. La rocca dei papi di Montefiascone fu la meta vacanziera di tutti i papi e rifugio durante le invasioni.
Del periodo rinascimentale abbiamo degne di nota Villa Lante (Bagnaia) costruita su disegni originali del Vignola, con i suoi splendidi giardini all'italiana e il Parco dei Mostri di Bomarzo, caratteristico giardino disseminato da sculture gigantesche rappresentanti mostri fantastici tipiche del periodo.
Fuori Viterbo troviamo l'ipronta della famiglia Farnese con palazzi disseminati un po' ovunque come lo splendido Palazzo Farnese a Caprarola con il suo parco giardino, costruito intorno al 500 sempre dal Vignola il quale riadattò un rocca pentagonale opera di Antonio da Sangallo il Giovane, il quale era già stato molto attivo nella zona costruendo ad esempio anche la particolare chiesetta a base ottagonale di Montedoro a Montefiascone.
Sempre a Montefiascone è importante ricordare la cattedrale di Santa Margherita con la sua cupola (una delle più grandi d'Italia) opera primaria di uno sconosciuto Mastro Antico al quale succedette Michele Sammicheli e poi Carlo Fontana autore della cupola, precedentemente crollata a causa di un incendio. Le due torri campanarie furono aggiunte da Paolo Gazola nel 1840.
L'insieme di tutte queste caratteristiche sono state la "ricetta naturale" per la nascita di un turismo a dimensione familiare basato sul rapporto umano e mai sull'anonimato caratteristico del turismo di massa.
La Tuscia già anticamente abitata in passato dagli Etruschi è una terra molto legata alle tradizioni, ne sono una riprova il nutrito calendario degli eventi ricco di feste patronali e sagre caratterizzate da un insieme di usanze e floklore che purtroppo in Italia vanno scomparendo o sono già scomprase da tempo.
L'economia contadina sta alla base di queste millenarie usanze, le feste sebbene abbiano un aspetto e carattere religioso conservano comunque un legame profondo con la terra ed i suoi raccolti ed i prodotti da essa derivati.
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